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ELENA GREGGIA
Esperta in Sviluppo personale e organizzativo
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UNA MOGLIE DISORDINATA
Domanda
Le scrivo per un problema che sta minando la mia serenità: mia moglie è disordinatissima. Non ha la minima
percezione degli spazi vitali di casa. Appoggia il cappotto sul divano, i sacchetti sul tavolo, le scarpe all'ingresso. La cucina è ingombra di fogli, oggetti, portatile. Un’altra stanza di raccoglitori, riviste, libri, cianfrusaglie. Impossibile entrare nel suo bagno senza urtare con oggetti sparsi sul pavimento. Dare l’esempio (lo faccio) non funziona come non funziona spiegare le mie esigenze. Cosa devo fare? Andrea
Risposta
Caro Andrea, il primo sincero suggerimento (e non certo per motivi commerciali) è la lettura del mio libro!
E’ proprio una guida che conduce ogni lettore (con praticità e dolcezza) a mettere il giusto ordine nella propria vita: emozioni, affetti, casa, lavoro. Poiché comportamenti e stati d'animo si rispecchiano a vicenda.
E' utile a chiunque. Vi suggerisco di sfogliarlo insieme partendo dai test: un modo divertente e piacevole per riceve con garbo piccoli consigli su misura! Ci credi che ne troverai di utilissimi anche per te?
Nella tua lettera, poi, accenni a ciò che ho scritto a Luca: cioè mostrare con l'esempio.
Intendo questo: è impossibile modificare gli altri con le parole (come rimbrotti, vittimismo, lamenti). Oltretutto non sono mai ben accolti quando vengono dalle persone che ci stanno più vicine (come genitori, figli, partner). Così rischiamo solo di generare attriti!
Nel tuo caso ritengo tu possa far poco sia con parole che con gesti. La realtà che descrivi è qualcosa che va al di là di un "semplice" disordine. Ti do allora 3 suggerimenti.
1. Smettere di venirle in aiuto. Smettere cioè di fare ordine tu intervenendo dove lei non interviene, rappezzando le sue falle e facendoti carico dello spazio comune. Così facendo le consenti di "reiterare se stessa". Certo, comprendo i disastrosi impatti iniziali sull'ambiente comune! Aiutati leggendo il mio libro a pag.14, 107 e 309.
2. Invece di agire in prima persona potresti indirizzarla verso chi la possa aiutare a "veder meglio" se stessa: comprendere le motivazioni del suo disordine e vedere meglio anche l'altro con le sue necessità.
In modo dolce, puoi farlo anche attravarso una lettura (il mio libro, come forse anche altre letture, usa suggerimenti accattivanti, mai perentori né impraticabili proprio per condurre a queste mete).
3. Infine può risultare utile anche la pratica della meditazione (non mi riferisco a yoga, discipline olistiche o tecniche new-age ma in particolare alla tecnica Vipassana: è potentissima nello sciogliere schemi, visioni, abitudini che ci invischiano in una realtàin qualche modo dannosa dannosa a noi e/o agli altri).
Caro Andrea, la tua lettera mi inviterebbe a un discorso più lungo. Ma nelle righe che ho scritto, credi, vi è già tutto!
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Elena raccoglierà le domande e risponderà ai lettori offrendo stimoli, soluzioni, riflessioni.
Non verranno fornite risposte private; le risposte verranno pubblicate (eventualmente raggruppate per temi simili) in questo sito, per dare a tutti la possibilità di comprendere, condividere e far tesoro anche delle esperienze altrui.
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