ELENA GREGGIA
Esperta in Sviluppo personale e organizzativo
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VINCERE LA PIGRIZIA
Domanda Gent.ma dottoressa sono la tipica donna a cui un po’ di esercizio fisico darebbe gran giovamento: sono ultrasessantenne, con problemi di osteoporosi e dolori alle articolazioni.
Sono però molto occupata tra casa e lavoro (sono imprenditrice) e i pochi momenti liberi preferisco occuparli leggendo o giocando a carte.
Ogni tanto mi forzo a fare passeggiate o tapis roulant ma la cosa dura poco. Esiste qualche trucchetto per superare questa pigrizia? Grazie in anticipo, Maria Maddalena G.
Risposta
Cara Maria Maddalena, esistono diverse forme di pigrizia: quella che opera sul lavoro, quella nelle relazioni, eccetera.
Quella cui tu accenni è la pigrizia fisica (cioè quella che ci tiene lontani dall’attività motoria). Ti do una curiosità: sai da cosa nasce? Proprio dall'inattività!
Accade così: il corpo, non abituato al movimento, ci invia segnali sgradevoli ogni volta che lo compiamo (fatica, dolori, fiato corto) e questi si imprimono nella nostra mente allontanandoci dall’obiettivo o registrandolo come un “dovere” poco allettante. Così diventa difficile che la motivazione ci sostenga (o che lo faccia a lungo).
Occorre invertire questo meccanismo mentale! Come? Associando l'esercizio a qualcosa di molto gradevole (e sottolineo: non "gradevole" ma "molto" gradevole!). Per esempio camminare con un'amica, ascoltare la musica preferita o concedersi qualcosa che si ama soltanto dopo aver svolto il proprio sport. Comprendi il trucchetto?
Per avere una maggior efficacia è bene poi che questo elemento gradito venga svolto solo in concomitanza con l'attività sportiva (e non in altri momenti): in tal modo aumenterà il suo effetto propulsore!
Dunque pensa ora alla cosa che ti risulta più gradevole e associala al tuo camminare (o in alternativa conceditela dopo). Per esempio: concediti le tue partite a carte solo dopo... una buona mezz'ora di tapis roulant!
Concludo con un ultimo spunto: è adatto a persone intelligenti quali tu riveli d’essere! Dici di non avere tempo. Bene, sappi che ciascuno di noi ha una grande virtù: saper trovare scuse impeccabili! Reali, oggettive, urgenti. Anche importanti, talvolta salutari o utili. Stanarle e combatterle è il nostro primo compito. Come? Riconoscendo una verità scomoda: che per ciascuno l'unica vera priorità è proprio ciò che egli cerca di evitare. Rifletti su questo messaggio.
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